The Ghost Cat Showcase

Una giornata di riposo

[Questa è una breve storia extra della mia saga The Ash Black Cat. E’ consigliabile leggerla dopo aver giocato Every Thought Flies.]

L’altro era impegnato a tirar giù un paio di coperte dal letto per creare un comodo nido sul divano, quindi Abele cominciò a spiluccar cibo dal vassoio. Si avvicinò con il croissant in mano: «Qual è il piano per oggi?»
Gioele ridacchiò e sventolò la mano. «Il piano è nessun piano, specie per te. Adesso mettiamo su un film… qualcosa di carino per Halloween… mangiamo, ci facciamo le coccole e poi vediamo cosa ci ispira. Andata?»
Nessun piano.
Perfino per uno stratega, ogni tanto, suonava bene – o forse soprattutto per?

E’ il Giorno dei Santi e Gioele si è preso l’oneroso compito di assicurarsi che, almeno per oggi, il suo fidanzato non si ammazzi di lavoro. Con tutta Villa Apostoli a loro disposizione, una scorta di cibo infinita e film da vedere, potrebbe mai andar storto qualcosa? (Risposta breve: sì.)

[Slice of life, romance, commedia | BL | Oneshot – circa 4500 parole]

Quando si svegliò, la prima cosa che Abele vide fu la matassa di riccioli di Gioele. Ridacchiò, deponendo un bacio gentile sulla nuca del suo fidanzato.

Cercò poi di liberare il braccio piano, senza svegliarlo. Lo deliziava come Gioele si lasciasse abbracciare a mo’ di peluche tutte le notti in cui dormivano insieme, ma non svegliarlo il mattino dopo era un’impresa. Lui si alzava presto, e Gioele aveva il sonno leggero. Sembrava quasi volesse trattenerlo a letto.

Pensava di aver fatto un buon e soprattutto silenzioso lavoro ma, nel momento in cui cercò di alzarsi, Gioele si ribaltò sul fianco e gli cinse la vita. Al contrario suo, la presa era giocosamente feroce.

«Ah-ha. Dove stai andando?»

Abele sospirò. Ci aveva provato. «Ti ho svegliato? Scusami.»

Ma l’altro scosse il capo. «Pfui. Ero già sveglio. Sapevo che avresti cercato di scappare il mattino presto!»

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Caramelle all’arancia

[Storia breve]

Una tradizione è pur sempre una tradizione.

Iliana non può far altro che aspettare, lì, all’ombra striminzita di un alberello – nonostante la confusione di quel mattino è riuscita a trovarsi un angoletto libero.

Vecchiette che avanzano lente sotto il sole, cariche di fiori; i bambini che spacciano noci e noccioline ed esigono qualche spicciolo; gli operai sempre impegnati che, solo per quel giorno, hanno trovato un momento libero… E’ sempre bello vederli.

Ma lei ha già salutato mamma, papà e Maddalena – ancora un anno e la piccola diventerà più alta di lei, garantito -, perciò può impegnare tutta la mente nel fantasticare sul suo… appuntamento.

Ha un buon sapore, quella parola. Per quanti giorni, mesi passino, basta per farle provare il fremito dell’attesa, l’ansia che va giù per la spina dorsale e rende impossibile stare fermi…
… giustappunto. Inizia a camminare avanti e indietro, stringe i pugni, si trattiene a stento dal saltellare. Non può accelerare il tempo ma, anche se potesse… non lo farebbe.

D’altronde, quello è il loro appuntamento fisso. E Michele è sempre puntualissimo.

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Brusio di fondo

Dal secondo capitolo: La ruota magica – la porta blindata del caveau – si mosse dolcemente su se stessa, mentre Felix la faceva ruotare senza alcun apparente sforzo.
Abele aveva deciso che in realtà stava ancora dormendo e tutto quello era un sogno. Felix doveva essersi accoccolato vicino a lui e il suo odore lo faceva pensare all’oro, non c’era altra spiegazione.
Nel momento in cui la porta si stava aprendo, si sentì come Aladino di fronte alla Caverna delle Meraviglie, o magari di fronte alla grotta dove un pirata ha nascosto il suo tesoro; mormorò perfino Apriti Sesamo, anche se sapeva che Felix era un po’ irritato riguardo il tesoro dei Quaranta Ladroni, che cercava di individuare da tempo senza successo.

Una piccola raccolta di capitoli extra sulla storia Silent Prisoners. Tutte le piece sono autoconclusive e ambientate in diversi momenti temporali – prima, dopo, durante – perciò possono essere lette in qualsiasi ordine. Sono le risposte ad alcune domande rimaste in sospeso… (e qualche cosina divertente).

[Romance, sentimentale, hurt/comfort | BL | 9 Capitoli (IN CORSO: pubblicati 5 su 9)]

[Indice

  1. Presagi di ventura 
  2. Quel che mi piace
  3. L’uomo più ricco del mondo
  4. Convivenza
  5. XXX [In corso]
  6. Come nelle fiabe
  7. La storia che non vuole raccontare
  8. After the ball

X. Prototipo]


Extra 1: Presagi di ventura

Felix ci avrebbe messo un po’, ad abituarsi.

Continuava ad alzarsi alle cinque, come nello Yukon, e le prime fasi della sua mattina erano dedicate ad un’ora di palestra – temeva il lavoro sedentario lo… ammorbidisse -, una doccia veloce, smistare e organizzare il lavoro per quella giornata.

Da due settimane, a questo punto c’era una piccola… divergenza. Prima avrebbe lavorato fino all’ora di pranzo, inventandosi qualche scusa per non dover passar troppo tempo in cucina; forse la segretaria avrebbe avuto pietà di lui e gli avrebbe portato una pinta di caffè verso metà mattina. Lo faceva lei, quindi era a forma di caffè, oltre che commestibile. A volte ci accompagnava qualche biscotto.

Per il resto, avrebbe passato una lunga, ripetitiva mattina dietro a fogli, calcoli e conti.

Ora, invece, appena finito di organizzare il lavoro, sentiva qualcosa che lo richiamava più della sua scrivania. Poteva essere un buon profumo che risaliva dall’appartamento. Avrebbero potuto essere le note dolci di una canzone canticchiata a mezza voce. Oppure, più semplicemente, avrebbe potuto essere la testolina ancora un po’ scarmigliata di Abele, che appariva nel vano della porta, strappandogli un sorriso. Ti sbrighi o mangio anche la tua parte? (altro…)

Silent Prisoners

Tanto tempo fa, in cima ad una collina talmente ripida da essere stata ribattezzata Ammazzamotori, si trovava un bizzarro edificio a forma di cassaforte. Era gigantesco, cubico e pieno di soldi. C’era anche un appartamento, in cima al cinquantasettesimo piano, e lì vivevano felici l’uomo più ricco del mondo e il suo futuro marito.
Il primo era un avventuriero che aveva girato tutto il mondo e visto (a volte vissuto, e a volte causato) l’impossibile. Il secondo, un affascinante cantante da saloon che nel tempo libero si dedicava alle truffe organizzate. Entrambi avevano un pessimo carattere e nessuno avrebbe potuto mai immaginare come diamine fossero finiti insieme.
Beh, in effetti era una storia un po’ complicata, quella. Una lunga, delirante storia che comprendeva tentativi di furto, rapimenti, narcotici, orsi, ghiacciai volanti, canzoni d’amore e parole giuste al momento sbagliato, o parole sbagliate al momento giusto.
Ma a Felix – l’avventuriero – piaceva raccontare quella storia, e ad Abele – il cantante – piaceva correggerlo mentre parlava. Tutto partiva da un’unica domanda: qual è la cosa più preziosa che possiedi?

Quale sarà il tesoro dell’uomo più ricco del mondo?

[Avventura, romance, sentimentale, angst | BL | 9 Capitoli (Completa!)/ Circa 70.000 parole]

[Indice

0. Prologo – La Stella del Polo
1. Quell’unico desiderio
2. Il più piccolo dei tesori
3. Il mio segreto
4. Farewell, White Agony Creek
5. Ciò che non riesco a dire
6. Ciò che non ho mai detto
7. La tua risposta
8. Epilogo – L’ultima slitta per Dawson]


0. Prologo
[La Stella del Polo]

Quando siamo bambini capita che, di quando in quando, ci si chieda dove vanno le stelle, di giorno?.

Si mettono a dormire? Si spengono? Oppure svaniscono, per riapparire in tutta la loro meraviglia la notte successiva?

Adesso che Felix era adulto, aveva una risposta per questa domanda, una risposta basata su prove empiriche, come tutti gli uomini ragionevoli.

Le stelle andavano a dormire. Ovvio.

Ogni notte, quando andava a dormire, c’era una stella – una splendida stella, la più bella che avesse mai brillato nel cielo eterno del Nord – che si coricava accanto a lui.

Certo, era una stella un po’ anomala. Andava a dormire la notte, anziché di giorno, e il suo bagliore non si offuscava nemmeno in quel momento – ma la sua stella aveva un pessimo carattere, e faceva quel che voleva, quando voleva.

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